3-02-2016

Cari soci e colleghi, ieri 12 febbraio 2016 a Porto Santo Stefano è stato raggiunto un accordo direi storico: riunire le maggiori associazioni dei marittimi (diporto e non solo) per parlare con voce unica (che si spera essere più forte) per farsi sentire meglio dalle istituzioni. Tra i punti dell'accordo vi è quello che ogni comunicazione con l'esterno dovrà d'ora in avanti essere concordata. Di seguito quindi il comunicato ufficiale.

Il 12 febbraio, nella sede dell'Associazione Marittimi Argentario, a Porto S Stefano, è nato il "Coordinamento Nazionale Marittimi 3 Febbraio".
Innanzitutto un sentito ringraziamento ai vari Presidenti e Rappresentanti di associazione che, con evidente sacrificio, per la seconda volta si sono messi in viaggio per raggiungere l'Argentario.
Otto le sigle presenti alla riunione, sigle che rappresentano migliaia di marittimi italiani;
Collegio Nazionale Capitani - Genova
A.MA.DI - S. Margherita Ligure
Associazione Marittimi Tirreno Centrale – Terracina-San Felice Circeo
Lavoratori Marittimi Costa Tirrenica - Viareggio
A.MA.RE Gaeta - Gaeta
A.MA.DI Campania - Napoli
ItalianYachtMasters - Loano
Associazione Marittimi Argentario - Argentario
Queste otto sigle rappresentano migliaia di marittimi italiani.
Del coordinamento è stato eletto portavoce e coordinatore il Capt. Luigi Scotto.
siamo in attesa di conferma da parte di una associazione di cui è appena arrivata la richiesta di adesione.
Lo scopo di questo coordinamento è semplice: far diventare le varie voci delle associazioni una voce unica ed univoca, quella di tutti i marittimi italiani.
Concretamente, i marittimi italiani, da oramai molti anni, sono soggetti a leggi e decreti che non facilitano il loro lavoro.
Addirittura è circolata ultimamente una bozza di decreto che, non stiamo esagerando, avrebbe reso quasi impossibile per loro continuare a garantire continuità economica alle loro famiglie.
Il proposito del Coordinamento è quello di diventare unico interlocutore del Ministero per quanto riguarda le problematiche dei marittimi stessi.
In passato la frammentazione delle rappresentanze dei marittimi è stata utilizzata dal Ministero come alibi per evitare di rispondere alle nostre istanze. Siamo certi che, questa volta, il confronto produrrà norme migliori per chi, in fondo, chiede solo di poter lavorare.
E' bene anche, però, far presente che i marittimi italiani, pur convinti che il nuovo dialogo porterà ottimi risultati, evidentemente non potranno accettare norme che gli possano impedire, in futuro, di lavorare."